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Situata in una delle zone interne più belle dellAbruzzo, a breve distanza dal Piano delle Cinquemiglia, apprezzata soprattutto per le sue caratteristiche climatiche e le valenze turistiche, Rocca Pia offre ad un visitatore attento spunti assai diversi. Oltre alle innegabili bellezze naturali, offerte da un ambiente generoso e rispettato, le tipiche strutture urbanistiche e gli edifici storici ci mostrano chiare testimonianze del suo passato. Il paese ha mantenuto in maniera notevole loriginario assetto urbanistico di agglomerato urbano nato su una via di transito e adattato alla situazione orografica. Anche larchitettura civile conserva alcuni pregevoli e peculiari elementi, come i loggiati ad arcate allultimo piano degli edifici ed il "vignale", piccola scalinata esterna con pianerottolo coperto. Il nostro itinerario di visita parte da Piazza San Rocco, dove si giunge dalla S.S.n017, sia provenendo da Roccaraso che da Sulmona. La piazza, completamente modificata nel corso del XX secolo, si presenta molto ampia, con ledificio comunale (già caserma e scuola) sulla sinistra, la fontana a destra (ricostruita nei primi decenni del secolo) che ha sostituito il fontanile e lantica fontana cinquecentesca ora scomparsa. Poco distante la chiesa di San Rocco, edificata dalla popolazione scampata alla peste del 1656 e dedicata appunto al santo protettore contro la peste e le epidemie in genere (le chiese dedicate a 5. Rocco venivano infatti costruite fuori o ai margini del centro abitato). In realtà la chiesa venne finita ed aperta al culto più di un secolo dopo, nel 1783 ad opera della Confraternita del SS. Rosario al quale apparteneva. Ledificio, molto semplice, ha una facciata a coronamento orizzontale, decorata da un fregio a metope e triglifi e da un angelo sopra il portale rettangolare, affiancato da due finestrelle quadrate in pietra, tipiche delle chiese campestri. Uniscrizione sopra il portale ricorda la dedica e lanno di costruzione. Linterno, a pianta rettangolare è privo di arredi sacri e conserva solo laltare. Tornando di poco indietro sulla Statale prendiamo Via S. Antonio, una delle più conservate del paese: percorrendo la stradina incontriamo vari esempi di case antiche, in parte ristrutturate, che conservano assai bene la tipologia originaria. In particolare sulla destra spicca una casa con vignale e resti di massicci mensoloni in pietra. Sul lato opposto da notare sulla parete esterna di una casa un affresco di carattere sacro: si vedono raffigurati il papa con un santo sotto il simbolo bernardiniano (trigramma di Cristo entro il sole); nella parte inferiore spicca, ben conservata, liscrizione di dedica dei dipinti e la data 1649. A destra un altro affresco con figure sacre e in un ovale sottostante due figure più piccole, forse i donatori, Francesco Severo e la moglie. Proseguendo in salita la via, alla biforcazione tra Via Roma e Via del Sacco, notiamo una grossa finestra rettangolare in pietra con uniscrizione riutilizzata: A SUPERIS PAX EI VIRTUS Giriamo
su Via del Sacco: allimbocco con la via principale del
paese, Via Conte di Torino, un altro esempio di casa con vignale e
architrave in pietra. Tutta Via del Sacco è caratterizzata da bei
portali e finestre di età tardo rinascimentale, ma lesempio
più conservato è il primo edificio che si incontra salendo da Via
5. Antonio: si tratta di due case accorpate, la prima ha un bel portale
arricchito da uno stemma con leone rampante e stella sulla chiave
di volta, con un balconcino soprastante decorato da lesene e capitelli
riccamente intagliati a motivi vegetali. Alla casa più antica si accede
da una scala in pietra; attraverso un portale rettangolare si giunge
ad un pianerottolo dal quale è possibile scorgere, allinterno
di un piccolo cortile sottostante, un arcone in pietra ed altre aperture
antiche, probabilmente gli ingressi originari delledificio.
Salendo unaltra piccola scala giungiamo ad un portichetto
con pilastrini ed archi a mattoni, ricoperti di stucco, purtroppo
assai deteriorato. E questo il miglior esempio di questo caratteristico
motivo architettonico rinascimentale conservato nel paese. Tutto ledificio
mostra caratteristiche tipologiche differenti, dovute alle modifiche
ed alle aggiunte attuate nel corso dci secoli. Ciò è facilmente riscontrabile
uscendo dalla casa e percorrendone il retro, su Via Roma. Di
qui è ancora ben visibile il portichetto, mentre proseguendo troviamo
alcune belle finestre rettangolari con cornici classiche, su una delle
quali, con una certa attenzione, è possibile scorgere un iscrizione
e la data 1610. Ci troviamo quindi su Via Roma, anchessa con
notevoli esempi di portali e finestre antiche, tra le quali una finestrella
in pietra decorata da una forbice a rilievo e con la data 1577. Proseguendo
su Via Roma, dopo un belledificio in stile liberty dei primi
decenni del secolo, giungiamo di fronte ad un arcone a tutto sesto
in pietra che ci immette in un ampio cortile, chiamato in paese "il
cortile di Arturo". Si tratta della corte interna
di un palazzo gentilizio, visibile soprattutto da Via Conte di Torino.
Questo lato delledificio èarricchito da un portale lavorato
e rialzato da unapertura rettangolare, affiancato da una finestra
con un balconcino in ferro battuto di tipo secentesco. Sulla sinistra
un portalino rettangolare del XVI secolo attesta la prima fase architettonica
delledificio. Al piano superiore si vede una delle arcate richiuse
di un grande loggiato in pietra. Usciti dal cortile, salendo una breve
rampa, proseguiamo la nostra visita percorrendo Via Teodoro Leone;
la strada ci porta al c o s i d d e t t o "Castelluccio"
nome popolare di un piccolo quartiere che ha mantenuto perfettamente
lantico assetto urbanistico. Il toponimo e la morfologia degli
edifici, caratterizzati da piccole aperture rettangolari a schiera
e, sul lato opposto, da possenti contrafforti, fanno pensare alla
tipica struttura del borgo fortificato; ci troviamo infatti nella
zona sottostante la collina del castello e quindi si può pensare ad
un piccolo nucleo del paese nato con esigenze difensive. Tutto il
corpo degli edifici, che prospettano in parte su Via Teodoro Leone
e in parte sulla strada di fronte alla chiesa di S. Maria Maggiore,
presentano murature e caratteri molto antichi, forse in parte coevi
al castello (XII-XIII secolo). La struttura, in particolare sui muri
con i contrafforti, è stata arricchita e modificata nel corso dei
secoli con nuove aperture e nuove funzionalità. Da notare le belle
finestre con cornici classiche e il piccolo avancorpo di fronte alla
chiesa che conserva un bellesempio di vignale e finestrelle
in pietra molto antiche. Di fronte alla chiesa principale del paese,
in un piccolo slargo ribassato, ancora notevoli esempi di architettura
civile, con portali e finestre di fattura assai accurata. Lattuale
chiesa parrocchiale di S. Maria Maggiore èstata ricostruita
in seguito ad un incendio che distrusse quasi completamente ledificio,
nella notte di Natale del 1943. Le iscrizioni sui portali dei locali
sotterranei, appartenenti alla prima fase delledificio, risalgono
al XVI secolo, ma dalle visite pastorali sappiamo che la chiesa esisteva
già nel XIV secolo. Si narra che la chiesa fu edificata per le donazioni
di due pie donne, giunte a Rocca Valle Oscura intorno al 1300, rifiutate
dai paesi vicini. Queste avrebbero appunto donato i loro beni per
costruire una chiesa nel piccolo paese, ponendo lobbligo di
suonare le campane "a gloria" ogni giovedì notte per ricordare
listituzione dellEucaristia. Questa pratica venne rispettata
fino al 1943. La chiesa originaria doveva essere negli attuali sotterranei;
in seguito, nei primi decenni del XVII secolo, venne edificato un
nuovo edificio sopraelevando gli stessi ambienti, che evidentemente
erano in cattive condizioni e resi poco stabili dai terremoti e dallumidità.
Nella costruzione e nellarredo del nuovo edificio fu seguito
il gusto dellepoca: le pareti della chiesa e delle cappelle
furono arricchite da stucchi e pregevoli dipinti; il soffitto era
a cassettoni lignei decorati in oro zecchino, come gran parte degli
altari. Lincendio del 1943, forse doloso, risparmiò solo alcune
strutture (le arcate laterali e alcune colonne) e pochissimi arredi,
tra i quali alcune preziose tele del 500 e del 600. La
chiesa attuale, edificata negli anni 50, è nelle sue proporzioni
e nelle decorazioni assai dignitosa, la facciata è a coronamento orizzontale,
in pietra con portale rettangolare e timpano, decorazioni floreali
sui lati e nella vetrata del rosone. Il campanile conserva ancora
lassetto originario, nonostante i restauri ed alcune modifiche.
Linterno mantiene loriginaria pianta a tre navate, quella
centrale rialzata rispetto alle laterali. Scendendo sotto la chiesa
si accede a cinque locali sotterranei: gli architravi decorati e con
iscrizioni si riferiscono alla chiesa originaria, poi occupata dalla
chiesa del Purgatorio nel XVIII secolo e utilizzata per seppellire
i morti. I locali sono attualmente utilizzati come deposito per le
opere darte provenienti dalle chiese del paese e per oggetti
darredo sacro, che costituiscono il nucleo di un piccolo museo
diocesano. Lultimo locale, al quale si accede attraverso un
bellarco con iscrizione cinquecentesca, mantiene ancora la struttura
di una cappella: qui si stabilì nel 1548 la Confraternita del Corpo
di Cristo (chiamata in seguito del SS. Sacramento). La cappella è
in parte affrescata: al centro Cristo benedicente e nei pannelli i
quattro Evangelisti; sulla sinistra lingresso di Gesù a Gerusalemme;
sulla destra lUltima Cena; sulla parete dingresso una
Lavanda dei piedi. Nella cappella si conservano alcune lapidi e vari
frammenti in pietra lavorata; da notare una piccola "finestrella
eucaristica" con iscrizione del 1563, salvata dalle fiamme della
chiesa soprastante. Uscendo dalla chiesa saliamo lungo Via Fra
Tommaso (intitolata ad un religioso nativo del paese che fu generale
dei PP. Celestini nel 1373), per ammirare ancora degli aspetti del
paese quasi intoccati. Il primo edificio della strada, recentemente
ristrutturato, è conosciuto come la "casa-torre", per la
sua imponente mole verticale. Qui il Comune ha posto la sede del costituendo
Museo storico-ambientale, che ospiterà testimonianze della storia,
della cultura e dellambiente naturale di Rocca Pia. Salendo
ancora, dopo un belì edificio nella cui muratura si riconosce
una bifora richiusa con il capitello decorato sulla colonnina, si
arriva al cosiddetto "belvedere" di Rocca Pia: da qui è
possibile ammirare il paese nel suo antico disegno urbano, sovrastato
dal bosco e dalla montagna. Ritornando per breve tratto sui nostri
passi prendiamo la Via del Castello: anche qui ci inoltriamo
tra antiche case che presentano un insolita caratteristica,
in molti casi ben visibile: molti edifici poggiano le loro strutture
direttamente sulla roccia del monte, che spesso affiora anche nei
fondaci. Tutta la Via del Castello consente una piacevole passeggiata
arricchita dal panorama sottostante. Salendo alcuni gradini si accede
al sentiero che porta ai resti del Castello. Costruito in pietra
nella seconda metà del XII secolo, ledificio conserva resti
di un torrione di avvistamento a base quadrata e a piramide tronca,
posto nel punto più alto del colle e in collegamento visivo con il
castello di Roccacasale, nella Valle Peligna. A nord rimangono scarsi
resti di stanze, alloggi degli antichi militari. Un muro, in parte
ancora visibile, collega tali strutture con una torre di difesa tronco-conica,
posta a sudovest. Il lato orientale non fu edificato perché naturalmente
difeso dalla ripida scarpata. Attualmente il Castello non é visitabile
a causa del rimboschimento, ma ne sono comunque ben visibili le strutture
più importanti, anche dal paese sottostante. Scendiamo da Via del
Castello e saliamo per breve tratto lunga la strada principale, uscendo
un poco dal centro abitato. Qui è la chiesetta di S. Maria delle
Grazie: la chiesa fu edificata sulla Via Napoleonica nel XVI secolo,
ma le sue decorazioni attuali risalgono al XVII-X VIII secolo. Viene
ricordata in alcuni documenti anche come S.Maria Innante e come S.
Barbara. FRIGORA FLAMA FUGAT FIDEI VIS SUSTINET ORBEM SCRIBEBAI FIDEI ANO MDCXIX Uscendo dal palazzo, sul retro, arriviamo proprio sotto ad una torre medievale a base quadrata, denominata in paese "Torre dellorologio" per laggiunta in epoca posteriore di un orologio sul lato est. Dalla torre era possibile controllare il valico del Piano e quindi lingresso al paese di eventuali nemici. Riscendiamo verso la via principale e ci troviamo in Piazza San Giuseppe, intitolata al patrono del paese. Narra una tradizione che nel XV secolo, marciando gli abitanti di Pettorano contro Rocca Pia per vendicare una certa ingiustizia, apparve loro 5. Giuseppe a difesa del paese ed arrestò il loro attacco. Forse in seguito a questa ed altre tradizioni il paese assunse tale patronato, pur non essendo mai attestata, nel corso dei secoli, una chiesa dedicata al santo. Dalla piazza scendiamo di nuovo su Via Conte di Tonno: sulla sinistra lUfficio turistico, che riutilizza gli ambienti delle ex-scuderie dellimponente Palazzo De Meis, del XVIII secolo. I De Meis, che possedevano vasti terreni in tutto lAbruzzo e fino alle Puglie, si crearono un ricco patrimonio anche in Rocca Pia, divenendo in breve i veri signori del paese, soprattutto dopo il declino delle proprietà feudali. Ledificio conserva la facciata originale, con un bel portale settecentesco sormontato da un balconcino con finestra rettangolare in pietra decorata da uno stemma. Da notare anche il grande portale laterale su cui spiccano la chiave di volta a foglia dacanto e una decorazione a conchiglia. Di fronte un altro edificio storico ben conservato, appartenuto anchesso alla famiglia De Meis. Una lapide ricorda il poeta Vincenzo De Meis, che non appartenne però alla famiglia gentilizia. Sopra a questi edifici si riconosce un bel loggiato a cinque arcate, murate ma ben conservate anche nei pilastri e nei capitelli. Il loggiato appartiene al palazzo gentilizio il cui cortile è raggiungibile da Via Roma, allinizio della nostra passeggiata. Le modifiche del tessuto urbano sviluppatosi nel corso dei secoli hanno frazionato loriginaria unità delledificio, che conserva comunque aspetti architettonici assai peculiari. Si scende di nuovo verso Piazza San Rocco, tornando così allinizio del nostro itinerario. Qui è possibile riposarsi nella quiete della Villa Comunale; dalla piazza si possono iniziare vari percorsi escursioni stici nelle vicinanze di Rocca Pia oppure, dopo un breve tragitto in macchina, visitare altri siti del territorio, ricchi di bellezze storico-artistiche e di straordinarie valenze ambientali. IL PIANO DELLE CINQUEMGLIA Lungo circa 9 Km, circondato da rilievi montuosi, pascoli e boschi, il più importante degli Altipiani Maggiori dAbruzzo deve la sua fama, oltre che alla sua indubbia bellezza, anche alle vicende storiche che lo videro come teatro. Utilizzato fin dai tempi più antichi come passaggio naturale appenninico, sia come via di transito tra il centro e il meridione sia per la mena delle pecore, laltipiano cominciò ad essere tristemente noto fin dallepoca rinascimentale per le disgrazie che qui avvenivano, causate soprattutto dal rigidissimo clima invernale e dalla mancanza di ricoveri. Carlo V nel XVI secolo fece costruire cinque torrioni che potessero servire da rifugio per i viandanti e per i soldati. Ma già nel secolo seguente questi vennero utilizzati soprattutto dai lupi e dai briganti, che tendevano agguati ai viaggiatori. Dei torrioni non rimangono tracce, mentre pochi ruderi sono ancora visibili nei luoghi dove sorgevano, nel Medioevo, i tre villaggi di Casale San Nicola (presso il toponimo "Taverna Rotta"), Casalguidoni (ai piedi della Madonna del Casale) e Roccaduno (presso la cosiddetta "Cona di 5. Antonio"). Attualmente il Piano delle Cinquemiglia è un luogo incantevole sia in inverno che in estate, meta di turisti alla ricerca di una natura davvero incontaminata. MADONNA DEL CASALE Denominata popolarmente Madonna del Casale si trova a circa 1300 m., sul Piano di Cinquemiglia. Viene ricordata anche come Madonna del Carmine o Madonna della Vittoria. Secondo Giuseppe Liberatore, che alla fine del XVIII secolo scrisse un trattato sull altipiano, la chiesa fu fatta erigere da Carlo dAngiò (dopo la vittoria su Corradino di Svevia) nel villaggio denominato il Casale, cioè lo storico Casalguidoni, uno dei tre paesi che in epoca medievale sorgevano sull altipiano. Viene ricordata per la prima volta allinizio del XIV secolo. Oltre ai titoli citati dobbiamo ricordare anche quello di Madonna della Visitazione, tema confermato dagli affreschi interni e dal giorno della festa, che una volta si svolgeva il 2 luglio, giorno della Visitazione di 5. Elisabetta a Maria. Lattuale facciata, posta sul lato meridionale, mostra un bellissimo portale di tipo tardo-gotico: larchitrave rettilineo, sul quale spicca lAgnus Dei, è sormontato da un arco a sesto acuto e da un coronamento a cuspide, tagliata forse per un abbassamento di tutta la struttura. Un cordone ad elica decora i lati del portale e dellarco soprastante. Sempre sui lati della porta, verso lesterno, due pilastrini a sezione ottagonale sormontati da cuspidi a due ordini arricchiscono ulteriormente questo bellesempio di gotico di scuola sulmonese. Assai scarse sono le tracce di decorazione pittorica nella lunetta e nella cuspide sopra il portale. Sulla facciata si aprono anche alcune piccole monofore trilobate. Molto particolare la presenza di una massiccia torre a pianta quadrata di fianco al portale. Forse si può spiegare per la posizione della chiesa e per la presenza del paese sottostante. Una torre in tale situazione poteva essere utile sia per 1 avvistamento (dalla sua cima si abbraccia con lo sguardo tutto laltipiano) che per difesa. E comunque certo che non fu mai utilizzata come campanile. Sulla torre spicca uno stemma nobiliare con un ponte ad arcate, il pastorale e i gigli angioini; dalla tipologia si può riferire alla famiglia Da Ponte, feudatari di Pettorano nella seconda metà del XIII secolo. Linterno risulta assai modificato dalla chiusura di un arcone e dallutilizzo della prima campata a ovest come abitazione. Tale modifica restringe molto loriginaria pianta a navata unica molto allungata. Attualmente lo spazio interno è diviso da quattro arconi trasversali a tutto sesto, sotto uno dei quali sono visibili delle decorazioni floreali a rilievo. Labside semicircolare sul presbiterio rialzato è interamente decorata ad affresco; dall esterno è visibile al centro della stessa una piccola monofora che venne richiusa nel corso del XVI secolo per decorarne linterno. Sulla sinistra spicca una statua in terracotta della Madonna, copia delloriginale quattrocentesco conservato nella parrocchiale del paese. Dietro alla statua, sul pilastro dellarcone, è visibile uniscrizione mutila tardo-medievale, da riferire probabilmente ad un donatore. Sul pilastro destro da notare un bello stemma a rilievo dove spiccano tre torri, forse simbolo dei tre paesi del Piano. Gli affreschi, databili alla prima metà del XVI secolo, rappresentano scene della vita di Cristo e della Madonna. Da notare, sotto lAngelo sulla parete frontale di sinistra uniscrizione, purtroppo incompleta. Sotto i riquadri affrescati sono ancora visibili le didascalie originarie. Proseguendo oltre la Chiesa si giunge alle Fonti del Casale, antiche sorgenti naturali presso le quali è stata organizzata unarea attrezzata per i pic-nic. |